The Idol è la nuova serie tv targata HBO creata da Sam Levinson.

Uno scult uscito a giugno nel mondo di cui vi parlo solo ora. E purtroppo non in maniera positiva! Partiamo dal fatto che The Idol tratta una tematica che mi affascina (e non poco): dal tragico e spietato mondo dello show business al mito delle popstar decadute (se state pensando a Britney Spears, fate bene).

La storia di Jocelyn è infatti più che altro un biopic della popstar di Baby One More Time. Un’artista sfruttata da amici, manager, conoscenti che riassemblano i pezzi di una marionetta per ricavarne profitti senza limiti. Nessuno si preoccupa dei problemi psicologici di Jocelyn né della sua anima tormentata: l’obiettivo è lanciare un disco e un tour mondiale. Ma la comparsa del misterioso Tedros complicherà ulteriormente le cose…

the idol

The Idol: pop, sesso, droga (e noia)

C’erano una volta i film scandalosi. Un’etichetta che presupponeva sequenze spinte al limite tra sesso, droga e rock’n’roll. Un universo infranto da film commerciali come la saga di “Cinquanta sfumature di grigio” che ammiccano al peccato senza risultare mai veramente peccaminosi.

Un gradino ulteriormente in basso si colloca The Idol che vuole scandalizzare senza avere nessuna capacità di farlo: i protagonisti di questa storia si drogano e fanno sesso ma non sono maledetti né lontanamente interessanti. Ogni loro atto sessuale è una deviazione non richiesta dai traumi di Jocelyn che annoia. 

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Oltre l’estetica, il nulla

La confezione di The Idol è quella giusta. Sam Levinson è un esteta, quel capolavoro di Euphoria ne è la prova lampante ma, come sappiamo, un’opera ben diretta senza una sceneggiatura efficace non arriva da nessuna parte. Un altro problema di The Idol è il casting: Lily-Rose Depp ha il phisique du role giusto, ma nessun carisma. E The Weeknd non ha neanche quel minimo di presenza scenica indispensabile per dare credibilità al suo Tedros che risulta il più delle volte ridicolo.

C’è poi la confusione di una serie che lancia tanti messaggi da confondere lo spettatore senza portare assolutamente nulla. Un vero e proprio disastro… soprattutto considerando la qualità dei prodotti HBO!

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Sono sufficienti poche parole per classificare il mio lavoro, diviso tra l’attenta redazione di approfondimenti su cinema, tv e musica e interviste a grandi personalità come Robert Downey Jr., Hugh Laurie, Tom Hiddleston e tanti altri.

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