TikTok è un social network di successo globale. E una trappola mentale da cui è molto difficile uscire!

Chi mi conosce o segue, lo sa benissimo. Sono un giornalista e un influencer e utilizzo come canali principali, oltre alle testate giornalistiche su cui scrivo, il mio blog e il mio profilo Instagram. Ovviamente ho anche un canale TikTok. Ma non sono mai riuscito a entrare in connessione con un fenomeno mondiale tanto divertente quanto destabilizzante dal punto di vista mentale. Non sono un medico o uno scienziato quindi vi descriverò le mie sensazioni, tutt’altro che positive, su uno dei social networks più in voga del momento.

TikTok

L’effetto loop

Ebbene sì, amo i loop temporali. Se una situazione si ripete più e più volte in un film (“Final Destination”, “Ricomincio da capo”) o in una serie tv (“Russian Doll”), perdo la testa. Ma non amo finire in un loop mentale. 

A differenza di Facebook e Instagram, TIkTok propone una sfilza di video tutti diversi ma allo stesso tempo uguali tra challenge, musichette, balletti sensuali e situazioni trash che spingono l’utente a scrollare senza fine. Un loop di video magnetici che non trasmettono assolutamente nulla ma che catalizzano la nostra attenzione per tantissimi minuti che trascendono in ore, giorni, mesi e anni della nostra quotidianità.

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L’effetto ipnosi

Avete presente quello smoderato desiderio di bevanda gassata? Come tutti gli esseri umani, anche io ho le mie debolezze. E a un bicchiere di acqua liscia, spesso ho preferito il sapore zuccherino di una bevanda gassata. Quando mi sono reso conto però che l’acqua aveva perso il mio interesse e che sentivo il bisogno di uno o due bicchieri di quel “nettare divino” ai pasti, ho deciso di prendere le distanze. Le mie papille gustative, come la mia mente, si erano assuefatti a quel gusto. Ma, dopo qualche giorno, ho realizzato che il mio desiderio non era una necessità… e che l’acqua non ha eguali!

TikTok è la bevanda gassata dei social network. Quando inizio a scrollare i video, tutto il resto perde completamente di interesse. Se sto leggendo un libro, lo metto in pausa per vedere TikTok. E lo stesso discorso vale per un film, una serie o un programma tv. Non so quali meccanismi mentali metta in gioco ma l’effetto “relax” ci spegne il cervello senza rilassarci veramente come crediamo. E più lo vediamo, più ne sentiamo il bisogno… proprio come una bevanda gassata!

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L’effetto a catena

TikTok ha già raggiunto i tre miliardi di download mondiali. Un successo travolgente se pensiamo che il numero approssimativo delle persone sul pianeta è di 7,7 miliardi di cui solo il 66% usa un telefono cellulare. Questo significa che chiunque abbia uno smartphone sulla Terra, scrolla i video di TikTok per una media di cinquantacinque minuti al giorno.

Un effetto a catena che ovviamente si ripercuote anche nella musica mondiale dove artisti italiani e internazionali come Fedez, Jason Derulo e tanti altri cavalcano la scia delle challenge per dare vita a tormentoni musicali che, anche quando non siamo su TikTok, ci ricordano che ne siamo spettatori indiretti. Quindi alla domanda che dà il titolo all’articolo la risposta può essere solo una… ed è tutt’altro che positiva!

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Sono sufficienti poche parole per classificare il mio lavoro, diviso tra l’attenta redazione di approfondimenti su cinema, tv e musica e interviste a grandi personalità come Robert Downey Jr., Hugh Laurie, Tom Hiddleston e tanti altri.

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