I supereroi sono davvero così perfetti come vogliono farci credere? Secondo The Boys, assolutamente no!

Trascendendo la trilogia di Christopher Nolan, di cui apprezzo l’eleganza e il coraggio, non sono un fan del Marvel Cinematic Universe. Dagli Avengers e i Guardiani della Galassia alle seicentodue fasi del MCU, ho sostanzialmente e progressivamente perso interesse nei supereroi. Proprio io che sognavo di essere l’Enigmista di Jim Carrey da bambino… Proprio io che consumavo la VHS di Batman – Il ritorno. Questa disillusione ha un perché: i cinecomics sono tutti uguali. Un mix di ingredienti vincenti al box office che si ripete: l’ironia tra il divertente e l’irritante, la durata di Via col vento e il “cocktail” di esplosioni finali che al confronto gli action di Michael Bay sono il cinema onirico di David Lynch.

E l’entertainment seriale non è migliore. Sono talmente tante le serie tv sui supereroi che credo di aver perso il conto e la voglia di vederle. E non oso pensare con l’avvento di Disney Plus che cosa succederà… Ma fortunatamente tutti i grandi problemi dei cinecomics contemporanei, The Boys li risolve a modo suo!

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The Boys, i supereroi più cattivi di sempre

Ultimamente faccio fatica a seguire le serie tv. Tra l’eccessiva quantità e la scarsa qualità, perdo subito interesse. Il mini-me che si sparava oltre quattro stagioni di Ghost Whisperer in meno di un mese (non sono mai riuscito a vedere la quinta e ultima) solo per spuntare un’altra serie tv dalla lista è ufficialmente morto. Oggi uno show si deve meritare il mio preziosissimo tempo!

E così questa estate ho iniziato la serie tv del momento, consapevole che forse non l’avrei mai finita. Ma così non è stato! Ho divorato The Boys, lo show creato e prodotto da Seth Rogen (ebbene sì, il fastidioso comico che dà la voce a Pumbaa nel live action del Re Leone è un produttore che sa il fatto suo) e interpretato da un cast (tutto sommato) sconosciuto, fatta eccezione per una inedita e piuttosto cattiva Elizabeth Shue e un Karl Urban più grezzo ed efficace che mai. 

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The Boys, una serie super violenta e irriverente

Otto puntate, cinquanta minuti a episodio, The Boys è come il Composto V che si iniettano i Sette. Una vera e propria droga!

Eroici nei poster e negli incontri con i fan ma crudeli ed egocentrici nella vita reale, i supereroi di The Boys sono dei mostri disposti a tutto per le luci della ribalta. Nel frattempo l’America li consacra come simboli in cui è positivo e indispensabile credere. Così Patriota, con il suo sorriso a trentadue denti che trascende in ghigno malvagio, dimostra la sua vera natura sin dallo straordinario pilot diretto dal Dan Trachtenberg di 10 Cloverfield Lane. Ma veniamo al dunque: ho amato di The Boys il ritmo adrenalinico, il look patinato, l’ironia sopra le righe e la violenza efferata a metà strada tra il Watchmen di Zack Snyder e il Deadpool di Tim Miller. 

Il risultato è uno degli show più fighi degli ultimi anni. Un cult televisivo che ha riacceso il mio amore per le serie tv… e questo sì che è un miracolo degno di un supereroe!

Voto 8/10

Autore

Sono sufficienti poche parole per classificare il mio lavoro, diviso tra l’attenta redazione di approfondimenti su cinema, tv e musica e interviste a grandi personalità come Robert Downey Jr., Hugh Laurie, Tom Hiddleston e tanti altri.

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