Perché il cinema fatica a regalarci opere come La La Land? Nella migliore delle ipotesi i film sono discreti nella peggiore sono inutili! In questo breve approfondimento mi concentrerò sulle occasioni perse di marzo, un mese che mi ha promesso tanto e dato poco.

Esce oggi nei cinema italiani Ghost in the Shell (qui la mia recensione per NewsCinema.it), il live action di Rupert Sanders tratto dall’anime di Mamoru Oshii. Un film che, dopo Matrix, A.I. – Intelligenza Artificiale e Minority Report, risente i cliché di un genere nato dal manga di Masamune Shirow.

Lento e disumano come le geishe-robot che infestano la vita di Major, Ghost in the Shell è un trionfo di estetica che non ruba il cuore. A nulla servono gli effetti speciali straordinari, il messaggio religioso di Shirow e il cast eccezionale (Scarlett Johansson, Juliette Binoche, Michael Pitt, Takeshi Kitano) quando il regista ha il solo obiettivo di confezionare un blockbuster acchiappa-soldi.

Ma perché impegnarsi al settanta per cento quando si ha la possibilità di confezionare il nuovo Matrix? Perché Hollywood, terrorizzata dal dio-box office, deve auto-censurarsi, tarparsi le ali quando ha la possibilità volare?

La cura dal benessere sarebbe potuto essere il miglior horror dell’anno. Uno di quei film che, mentre lo vedi, ricordi gli albori di un genere dominato da prequel, sequel e remake. Incuriosito da una campagna promozionale che rivelava tutto e niente, ho visto l’horror di Gore Verbinski, un regista di cui ricordo l’esistenza solo per quel cult intitolato The Ring.

Affascinato dal prologo inquietante, dagli innumerevoli giochi di specchi e dalla brillante performance di Dane DeHaan (una delle promesse di Hollywood!), mi sono detto: stai a vedere che Hollywood mi regala un horror estetico e conturbante?  E invece no! Dopo l’affascinante premessa, il film di Verbinski perde la bussola diventando altro rispetto al thriller (sulla scia di Shutter Island) che mi sarei aspettato.

Anche in questo caso, resta una confezione impeccabile priva di contenuti. Un’opera esteticamente affascinante che non trascende in altro! E non c’è niente di peggio di vedere un cult ridotto a un horror di serie B di cui dimenticheremo l’esistenza nel giro di un paio di anni!

Ma Gore Verbinski non si è accorto che, con quel finale, La cura dal benessere sarebbe stato quello che La corazzata Potëmkin è per Fantozzi? È davvero difficile comprendere le logiche di Hollywood! Una tipologia di entertainment che, con un pizzico di amarezza, ho ribattezzato il Cinema delle Occasioni Perse. Dopotutto vedo troppo pochi La La Land per chiamarlo diversamente!

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Sono sufficienti poche parole per classificare il mio lavoro, diviso tra l’attenta redazione di approfondimenti su cinema, tv e musica e interviste a grandi personalità come Robert Downey Jr., Hugh Laurie, Tom Hiddleston e tanti altri.

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